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Le regioni alpini sperano nella borsa dei transiti

  • 20.02.2012
Image Le regioni alpini sperano nella borsa dei transiti

Con la borsa dei transiti alpini è possibile trasferire le merci dalla strada alla ferrovia e proteggere le Alpi. Lo sa anche il Consiglio federale, ma aggira il suo incarico – sebbene non vi siano ragioni per non attuare la politica di trasferimento.

tob. Il Consiglio federale non è così isolato in Europa come cerca di far credere. Le regioni alpine in Austria, in Francia e in Italia chiedono l'introduzione della borsa dei transiti, come anche i Cantoni Ticino e Uri. Sanno tutti che solo misure stringenti possono sgravarli durevolmente dal traffico di transito. Se non si adottano nuove misure, il traffico di transito continuerà a crescere – con conseguenze fatali per la salute delle persone, per la sensibile natura delle montagne, per la sicurezza stradale e finalmente anche per la fluidità del traffico. Con l'appoggio delle regioni alpine messe a mal partito dal traffico di transito, il Consiglio federale può negoziare con solidi argomenti – anche se ciò a Vienna, Parigi, Roma e Bruxelles non è ben visto.

Il trasferimento è possibile
La Svizzera si trova in una situazione particolare. Dal 1994 il Consiglio federale ha l'incarico popolare di proteggere la regione alpina dalle conseguenze negative del traffico di transito. Diverse votazioni successive hanno confermato questa volontà popolare. Inoltre, con le due nuove gallerie ferroviarie di base al Lötschberg e al Gottardo, la Svizzera crea le premesse per poter trasferire le merci dalla strada alla rotaia. L'hanno recentemente confermato anche le compagnie ferroviarie svizzere attive nel trasporto delle merci – BLS e FFS Cargo – insieme all'Unione dei trasporti pubblici. Ritengono che la riduzione del numero dei camion in transito dalle Alpi a un massimo di 650’000 all'anno, come previsto dalla legge, sia fattibile. Anche questo dovrebbe sostenere il Consiglio federale nell'attuare finalmente il trasferimento dalla strada alla ferrovia.
La Svizzera paga di tasca propria le nuove trasversali alpine. Può anche continuare a definire in proprio la sua politica dei trasporti. Soprattutto quando l'UE tentenna e non tiene conto delle esigenze delle proprie regioni alpine. Quindi il Consiglio federale deve negoziare seriamente con i paesi vicini sull'introduzione di una borsa dei transiti, secondo l'incarico in questo senso ricevuto dal Parlamento. Potrebbe così assumere un ruolo di guida e pioniere, con l'appoggio del proprio popolo e delle regioni di montagna dei paesi circostanti.

Lo stesso Consiglio federale è ripetuta-mente giunto alla conclusione che è necessaria una borsa dei transiti alpini o uno strumento analogo. Sarebbe possibile organizzare la borsa dei transiti in modo che anche i paesi esteri ricevano parte degli introiti e possano così finanziare le linee d'accesso alla Svizzera. Una borsa dei transiti internazionale garantirebbe la distribuzione del traffico pesante sui diversi assi di transito secondo una chiave di ripartizione fissa. Ciò significa che, in caso di contingentamento, ovunque vi sarebbero meno camion in transito. Sarebbe anche possibile negoziare con l'UE un accordo quadro su un obiettivo di trasferimento comune basato sul numero dei transiti. Così ogni singolo paese potrebbe liberamente scegliere se introdurre una borsa dei transiti o un altro strumento per gestire il traffico pesante.

Senza raddoppio del Gottardo
In Svizzera la questione del trasferimento del traffico viene spesso messa in relazione al risanamento della galleria stradale del San Gottardo. Sta di fatto:
1. Il risanamento della galleria esistente senza scavo di un secondo tubo è possibile. Lo dimostrano i recenti studi dell' Ufficio federale delle strade.
2. Qualsivoglia secondo tubo stradale al Gottardo minerebbe il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia iscritto nella Costituzione.
3. Senza il trasferimento, i soldi spesi per l'Alptransit sarebbero un investimento poco sensato. Inoltre, lasceremmo ai nostri figli miliardi di costi supplementari dovuti ai danni alla salute e all'ambiente.
4. Il risanamento della galleria stradale esistente costa almeno un miliardo di franchi in meno della costruzione di un secondo tunnel.

Anche se questa affermazione viene ripetuta come un mantra, non è vero che il Ticino resta isolato se la galleria stradale deve essere chiusa in certi periodi. Con l'Alptransit il Cantone sarà anzi meglio collegato con la Svizzera tedesca che mai in passato. Inoltre, anche la strada del San Bernardino offre un'alternativa. Da parte loro, gli specialisti delle compagnie ferroviarie hanno confermato che sono in grado di offrire un «trasporto sostitutivo performante» durante i lavori di risanamento.

Che non venga realizzato un secondo tubo stradale al Gottardo è nell'interesse di tutti i Cantoni di montagna. Il risanamento va invece visto come un'opportunità per finalmente mettere in pratica il trasferimento del traffico merci sulla ferrovia. Così tutti gli assi di transito attraverso le Alpi sarebbero sgravati dal traffico pesante!

Borsa dei transiti alpini
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